Valle del Simeto – progetto gas 2.0 25Jan14 | 0

Giovedì al punto gas di Bresso sono arrivati 1800 kg di arance dalla Sicilia. Il fatto è fantastico già di per se perchè molti Gas e negozi di quartiere di Milano si sono uniti in un grande gesto di solidarietà.

Le arance arrivano infatti da Catania, da un piccolissimo produttore Biologico che si chiama Emanuele Feltri il quale ha intrapreso una strada piuttosto complicata, o per meglio dire, gliela stanno complicando e non poco.

Filippo, il referente Gas , qualche tempo fa ha mandato una mail che riproponiamo per la sua intensità e perchè spiega bene la situazione in cui si trova a lavorare Emanuele:

“Qualche giorno fa ho incontrato Emanuele Feltri e insieme siamo andati in campagna, a circa mezz’ora di strada da Catania.
Nonostante la giornata fosse grigia e l’Etna nascosta dalla nubi, l’aspra bellezza di quel luogo era comunque evidente e prepotente.

Emanuele è un ragazzo allegro e determinato, oltre che un vero folle, a voler insistere così a muso duro nel rimanere lì e volerci restare senza piegarsi alle logiche mafiose che in quel terrotorio regolano e determinano tutte le attvità. Le intimidazioni non si sono fermate con l’avvelenamento dei cani e la mattanza delle pecore, anzi sono proseguite anche in tempi recenti con fatti piuttosto inquietanti.

Territorio controllato dalla mafia, una mafia quasi arcaica che gestisce piccoli traffici, micro discarche illegali in area protetta (oasi naturalistica), imposizione di guadiania, caporalato. Gliel’hanno detto chiaramente: deve andarsene da lì. Anche le istituzioni non lo supportano e lo hanno progressivamete abbandonato, prefetto, sindaco, Regione, polizia e carabinieri. Il suo essere militante antagonista, un compagno, non lo aiuta certo: non perdete tempo con quel sovversivo, è la parola d’ordine ufficiosa. Del resto quel posto, l’agrumeto (300 piante residue dopo l’ultimo incendio), l’uliveto, l’orto, le piccole casette rurali (una ristruttarata da Emanuele, la stalla e i magazzini da recuperare), Pasqualina e Luna, le due asinelle, non sono per nulla difendibili: si trovano su un crinale raggiunto da uno sterrato poderale in pessime condizioni. Il controllo del territorio è totale: i “guardiani” stazionano agli incroci e ai punti di accesso dentro le loro macchine e registrano tutti i movimenti, compresa la nostra visita l’altro pomeriggio.

L’unica carta da giocarsi è la solidarietà, quella di compagni e amici, quella dei gas, nella speranza che altri piccoli agricoltori di quella valle trovino il coraggio di affiancarlo in questa follia.”

http://www.valledelsimeto.it/

Con questo viaggio ad Emanuele sono andati 1870 euro di prodotto più 187 euro alla fondazione che gestisce il punto gas di Bresso, la produzione di ques’anno è già stata quasi esaurita, speriamo di averlo aiutato concretamente, e di proseguire l’anno prossimo…

MioBio c’è stato c’è e ci sarà

IL NOSTRO 2013 30Dec13 | 0

Siamo arrivati alla fine: oroscopi, discorsi dei presidenti della repubblica… e l’ultimo post dell’anno di Miobio!
Il 2013 è stato un anno pieno di esperienze che ci hanno fatto crescere lavorativamente e hanno dato forma a un luogo d’incontro e scambio che ci rende orgogliosi. Con i lavori di ristrutturazione del negozio abbiamo reso lo spazio ancora più razionale ed accogliente, spazio in cui convergono idee ed energie esterne, ben oltre la logica di battere solo scontrini.
Siamo partiti dal locale per allargare lo sguardo all’estero e conoscere progetti agricoli e di cooperazione: gli incontri con la Palestina, Bosnia e Colombia ci hanno mostrato l’agricoltura come risposta efficace e nonviolenta in situazioni di conflitto.; la forte volontà di cooperazione tra agricoltori e la determinazione nel portare avanti i loro progetti sono esempi che ci forniscono nuovi sguardi su certe dinamiche complicate della nostra realtà milanese.


Questa realtà ci ha visti impegnati nel tentativo di creare una rete di negozi di quartiere, dei legami più diretti con le aziende agricole del territorio e una collaborazione con i Gruppi di Acquisto Solidale. Attività che hanno rivelato dei punti di forza e di debolezza: ad esempio la rete con altri negozi di quartiere non si è sviluppata a causa della diversa visione dell’agricoltura biologica, mentre rimane la nostra intesa con Soul Food, con cui condividiamo produttori e progetti.
Ottimi risultati ha dato la rete con i GAS: l’ordine collettivo di frutta a sostegno del produttore romagnolo Roberto Bucci ha portato a ritirare la maggior parte del raccolto ad un prezzo concordato tra agricoltore, GAS e negozi. Il progetto Frutti di Pace con la Bosnia ha visto il sostegno convinto sia dei GAS milanesi, ma anche di GAS di altre zone d’italia.
Il rapporto con i piccoli produttori continua a crescere in termini economici e di collaborazione. Cascina Santa Brera, Azienda Agricola Corbari, Cascina Nibai sono esempi di come si può supportare un’economia locale. Certo, non sempre è facile capire i rispettivi tempi e dinamiche di lavoro. Ci si confronta, si litiga, ma tutto rientra nella dialettica del rispetto del ruolo che ognuno ha in questa filiera così diversa dall’agro-industria convenzionale e biologica. Il nostro supporto ai piccoli agricoltori è arrivato anche al sud: la Cooperativa Sociale Terrarossa (Lecce) continua crescere grazie anche al nostro impegno. Acquistiamo i limoni della Velia Catalfamo (Palermo) ad un prezzo giusto e concordato, maggiore rispetto a quello di conferimento alla cooperativa locale di distribuzione di prodotti biologici. Cercando un’alternativa per il commercio di frutti tropicali (troppo spesso prodotti in terre occupate da Israele), abbiamo conosciuto Carlo Nicotra (Messina), agricoltore appassionato e visionario, che nelle sue terre produce (oltre ad arance) avocados e altri frutti tropicali.
Anche le associazioni hanno trovato spazio da Miobio. Con ARCI è nato il progetto Frutti di Pace (Bosnia); con Agronomi Senza Frontiere siamo stati in Palestina; con Officina Enoica abbiamo presentato più di venti piccoli vignaioli naturali/ dissidenti.
Per ultimo e non ultimo ci sono i tirocinanti. Questi ragazzi “in difficoltà” ci danno una mano in negozio e ci insegnano che non esistono difficoltà, ma solo un altro lato nel guardare il mondo.


Nel frattempo abbiamo anche battuto scontrini, venduto pane, latte e verdura: i conti devono essere tenuti sotto controllo. Chiudiamo con un fatturato leggermente superiore a quello dello scorso anno, ma con delle spese significative.
C’è stata la ristrutturazione e un aumento delle spese fisse (utenze, tasse e affitto), ma soprattutto un maggior numero di pagamenti ai fornitori: soldi che vanno a piccoli agricoltori e agricoltrici, progetti sociali, cooperazione internazionale. Per noi ne rimangono sempre pochi, giusto quello che serve per andare avanti e affrontare il 2014 senza paura.

se la terra trema miobio non sta fermo e vi presenta…… 26Nov13 | 0

Come ogni Novembre, quando i tini sono pieni del vino nuovo, ritorna al Leoncavallo di Milano la Terra Trema (www.laterratrema.org)/, importante appuntamento per conoscere i vignaioli “naturali, artigianali e conviviali” e piccole realtà agricole r-esistenti.
Miobio ci sarà per salutare gli amici e conoscere nuove storie, respirare l’allegria che c’è intorno ai produttori e bere un buon bicchiere di vino.
Al vociare della festa ci piace anche l’ascolto del racconto e come ogni ultimo sabato del mese vi presentiamo un vignaiolo selezionato da Officina Enoica (www.officinaenoica.org)
Questa volta si ritorna in Piemonte nella parte del Monferrato per conoscere Pietro Arditi della Cascina Valpane (www.cantinevalpane.com).
Pietro ci presenterà i suoi tre grandi vini espressione del territorio: Grignolino, Freisa e Babera.
Questi vini sono frutto del lavoro che parte da una lunga tradizione agricola e che intrapreso un percorso di revisione dei processi in vigna e in cantina per arrivare a una produzione più naturale possibile.

Vi aspettiamo da Miobio Sabato 30 Novembre dalle 17 fino a notte fonda……

A’ Vita in Magna Grecia 21Aug13 | 0

Siamo vicini a Crotone (Kroton) una dei più importanti insediamenti della Magna Grecia, la dove Filottete fondò quattro città Krimisa, Petelia, Macalla e Chone.

Krimisa, oggi si chiama Cirò, e, come tante zone del sud, è piena di contraddizioni: ricca di paesaggi mozzafiato, docili colline,mare cristallino, ricchezze storiche (nascoste) e naturalistiche e tanto degrado moderno.
Qui Francesco e Laura coltivano il loro vigneti e producono vino dal 2008. Andiamo a visitarli una mattina, Francesco ci accoglie gentilissimo nella loro cantina, piena di casse pronte per la spedizione, e botti di vino.
Francesco è molto preparato, ci spiega i tipi di lavorazione che fa con le uve, per diminuirne il livello di tannicità (sapore astringente), molto alto nelle uve Gaglioppo, quelle che si coltivano a Cirò Marina, da sempre terra di vini.
Gli chiediamo il perchè della scelta del Biologico per la coltivazione delle uve, Francesco ci risponde dicendo che secondo lui a Cirò il biologico dovrebbe essere applicato per legge tanto poco necessari sono i trattamenti da fare sulle viti; la zona è vocata per la vite, terreno fertile e clima secco, quindi poche possibilità di manifestazione delle malattie dovute all’umidità (in primis la peronospora), di conseguenza poca necessità di prevenzione per queste malattie. Pochissimi i trattamenti fatti durante l’anno di zolfo e rame, quelli consentiti dal disciplinare biologico.

Gli 8 ettari dell’azienda ‘A Vita sono da sempre coltivati a vite, anche se è da poco che Francesco e Laura hanno iniziato a vinificare le uve; prima vendevano tutto il raccolto a cantine ma soprattutto a privati. In questa zona è ancora molto presente la vinificazione privata, acquistare le uve da un contadino e poi vinificare in privato per il consumo personale. Questa pratica è ancora molto diffusa tant’è che ci spiega Francesco sono i privati che determinano il prezzo delle uve di stagione in stagione.

I terreni di A’ Vita sono dislocati in diverse zone, alcune vigne (da cui viene ricavato il rosato), sono a ridosso del mare, altra particolarità della zona, e da questo assorbono i sapori ed i profumi.
Francesco però ci porta a visitare dei vigneti situati sulla strada che porta verso i monti, verso la sila, in vigneti completamente esposti a sud, ci fa vedere che l’uva è quasi pronta, l’assaggiamo, rileviamo le caratteristiche del gaglioppo, molto dolce all’interno con le bucce molto astringenti, sintomo di elevata tannicità. Ci spiega che per rinvigorire il terreno usa la tecnica del sovescio, poi passa una seconda volta per rompere il terreno superficiale molto argilloso ed evitare spaccature profonde nel terreno che farebbero evaporare acqua, che in queste zone è sempre molto scarsa. Ci dice che è da pasqua che non piove bene, però le viti non ne soffrono per la presenza di acqua sotterranea (che arriva dalle montagne); infatti non ha un sistema d’irrigazione.

Tornati in cantina compriamo alcune bottiglie e rimaniamo in parola con Francesco e Laura per una degustazione dei loro vini a Milano, verso fine novembre

Li aspettiamo!!

BUCCI PARTE SECONDA – EVVIVA LA ROMAGNA EVVIVA IL SANGIOVESE 21Aug13 | 0

Ormai l’ennesimo atto del progetto Bucci volge al termine, però noi qualche mese fa siamo andati a trovarlo di persona sui suoi campi.
Il gruppo di partenza è ben rappresentato dal Gas bicocca e da MioBio ovviamente. Lasciamo il negozio alla prese con una presentazione di vino bianco frizzantino veneto; in macchina piano piano che ci avviciniamo alla romagna notiamo il cambiamento di paesaggio e di coltivazioni: da maismaismaismais a fruttafruttafruttafrutta.
La romagna è il frutteto d’Italia, pesche principalmente.

La mattina successiva ci incontriamo con Roberto Bucci, famiglia contadina da generazioni, frutta ovviamente, vicino a Faenza.
In realtà Roberto l’avevamo già conosciuto a Milano, quest’inverno durante la festa del libero scambio, però immerso nel suo ambiente è molto più frizzante e con voglia di raccontare il suo lavoro che lo appassiona molto.
Mentre andiamo in campo a raccogliere le pesche per il nuovo ordine dei negozi e dei gas di Milano Roberto ci racconta che coltiva con metodi biologici, pochissimi trattamenti, poca potatura. Ci spiega i problemi che si hanno in campagna, dall’attacco degli uccelli ai problemi climatici, quest’anno ad esempio per via della primavera fredda e piovosa ha perso quasi tutto il raccolto delle albicocche.

Qualche anno fa coltivava solo pesche di stagione, che dava interamente ad un consorzio che a sua volta distribuiva nel circuito della grande distribuzione. Il problema è che anno dopo anno il consorzio chiedeva un prezzo per le pesche sempre inferiore ed un determinato calibro così da arrivare a strozzare il produttore. Qua la decisione di Roberto a cambiare rotta, inizia con dare sempre più spazio alla vendita diretta in mercatini biologici della zona, poi l’incontro con il gas bicocca che organizza primi viaggi a Milano. Il gas bicocca decide di allargare il giro anche ai negozi di quartiere che partecipano entusiasti sia per il progetto che per la validità delle pesche. Quest’anno il volume di prodotto è aumentato parecchio arrivando ad un viaggio settimanale da 700kg!!! ( http://www.mio-bio.it/?p=575 )

Roberto ci spiega che è contentissimo di come stanno andando le cose. La vendita diretta gli permette di avere un margine superiore e di non essere sempre alla canna del gas. Inoltre le richieste delle persone, dovute al contatto diretto e non tramite i tanti passaggi di filiera gli ha permesso di diversificare la produzione e non tenere solo pesche ma anche albicocche, prugne, pere, mele. La sua idea è di riuscire a ricoprire tutto l’arco dell’anno con la frutta, piantando anche varietà precoci o tardive, le più esposte ai rischi climatici ma che con i ricavi della vendita diretta e della esportazione a Milano si può assumere.
Passiamo tutta la mattina a raccogliere pesche sotto un caldo cocente, e Roberto ci continua a spiegare i metodi di potatura, la scelta delle pesche, quali lasciare sull’albero e quali cogliere, i problemi che ha avuto e che ha.

Tornati verso il podere è l’ora del pranzo e poi Roberto deve andare a suonare ad una festa musiche romagnole rinascimentali con il suo violino.

Il giorno dopo ci ritroviamo ancora con Roberto ed iniziamo lo smistamento delle pesche raccolte il giorno prima, in cassette a seconda dell’ordine di ciascun gas e dei negozi.
Arriva poi il momento di partire alla volta di Milano, con un profumo di pesche e Romagna

Ciao Daniele!! 25Jul13 | 0

Dopo tre mesi si conclude il tirocinio lavorativo di Daniele, ragazzo down (ma è solo un dettaglio) che è rimasto con noi a dare una mano in negozio. Un abbraccio a Daniele da tutta via Thaon di Revel!!!!

Sabato 20 luglio tutti a bere a Garganella 14Jul13 | 0

Sabato 20 luglio dalle 16.00 fino a notte fonda da MioBio, insieme ad offinaenoica ( ww.officinaenoica.org ) Stefano Menti ci farà assaggiare e ascoltare i suoi vini bianchi da uve biodinamiche.

“Menti Giovanni è un’azienda agricola a conduzione famigliare, condotta da Giovanni e il figlio Stefano.
L’azienda venne fondata dal nonno di Giovanni anche lui di nome Giovanni, continuò col figlio Antonio a cavallo della seconda guerra, ripresa negli anni ‘60 dall’attuale Giovanni e da una dozzina di anni ora con Stefano.
L’azienda imbottiglia i bianchi di Gambellara ottenuti da uva garganega coltivata su terreno vulcanico dagli anni ‘70.
Con l’arrivo di Stefano si è passati da subito ad una direzione biologica della coltivazione e ora da qualche anno anche biodinamica.
Subito si è cercato il confronto/collaborazione con i produttori naturali, per costruire ed educare la cultura di Giovanni e Stefano, ma purtroppo le collaborazioni sono state un po’ restie.
Hanno quindi letto molti testi sull’agricoltura naturale, bevuto tanti vini, viaggiato, incontrato, scambiato e confrontato, fino a capire che il successo di un’azienda vinicola non è tanto fare il grande vino ma… interpretare il territorio.
Che tu sia sull’Etna o sulla Loira l’interpretazione di territorio ti darà un vino unico, difficilmente paragonabile ed altamente godibile.”

E allora vi aspettiamo tutti il 20 Luglio da Miobio per bere a Garganella

Resistenza non violenta e diritti per la terra – Colombia chiama Milano 25Jun13 | 0

Lunedì 1 luglio ci verrà a trovare Jorge Forero, un compañero colombiano, economista dell’Università Nazionale Colombiana specializzato in investigazione sociale in conflitti per la terra e i territori in Colombia, accompagnamento in difesa dei Diritti Umani e DESC e promozione di azioni di rinforzo delle economie regionali a partire dalla promozione di agricoltura biologica e agroecologica; coordinatore dell’area di comunicazione del Collettivo Agrario Abya Yala dell’Università Nazionale Colombiana.

La sua presenza a Milano è un’ottima occasione per ascoltare una testimonianza diretta di chi partecipa quotidianamente alla resistenza nonviolenta in Colombia. Jorge sta accompagnando comunità contadine che fanno della riappropriazione delle terre una lotta sociale, ecologica e politica, portata avanti con nonviolenza e creatività. Temi a noi cari quali la conservazione delle speci, la sostenibilità, la riduzione dell’impatto ecologico, s’intrecciano in Colombia con il conflitto armato, gli abusi sistematici di chi detiene il potere, l’espropriazione violenta di terre.

Per questo abbiamo organizzato due occasioni per incontrarlo: la prima è un intervento durante l’incontro di lunedì sostenibili che si terrà dalle 18.30 nel campus Durando Bovisa del Politecnico di Milano attorno alle aiuole orticole di Coltivando (http://www.coltivando.polimi.it/), in via candiani 72.

Alle 20.00 ci troveremo da miobio (via thaon di revel, 9 MM zara) per un incontro con Jorge in cui potremo conoscere di più di quel che si sta facendo in Colombia, per entrare in un circolo virtuoso di scambio d’esperienze, da cui tutte/i possiamo uscire arricchiti.

Per entrare nello specifico, Jorge ci proporrà di riflettere insieme su:

1. Movimento Sociale Colombiano e possibilità rispetto alle attuali negoziazioni fra il Governo colombiano e le FARC.

La mobilitazione sociale in Colombia esige una soluzione politica al conflitto armato nel paese. Nell’ambito delle negoziazioni, spera che si possa realizzare una costruizione partecipativa, popolare e democratica alla patria che desideriamo. Questo “essere politico” si è espresso per esempio nella Marcia per la Pace e la Giustizia Sociale, la costruzione della Democrazia Partecipativa e la difesa del Pubblico.

2. Proposte dei Movimenti Sociali nel Paese, che si fanno sentire a partire dalla mobilitazione delle comunità contadine, afrocolombiane e indigene.

Il Movimento Sociale Colombiano si esprime in forme concrete di costruzione della pace, come sono le Zone di Riserva Contadina, le Zone Umanitarie, le Riserve Indigene e la Marcha Patriótica, la cui base è composta da milioni di Contadine e Contadini, Indigeni, Afrocolombiane e Afrocolombiani in Colombia.

3. Sfide del Movimento Sociale: verso la materializzazione dei sogni collettivi.

Con l’obiettivo di continuare a costruire alternative per il Paese, il Collettivo Agrario Abya Yala fornisce accompagnamento tecnico nella formulazione e implementazione dei Piani di Vita, Piani di Etnosviluppo e Piani di Ordinamento Territoriale Autonomo delle comunità afrocolombiane, indigene e contadine in Colombia. Il Collettivo sta inoltre prendendo parte all’articolazione di esigenze di diritti a livello nazionale; contemporaneamente, appoggia proposte di attivisti di origine rurale come la Granja Escuela Agroecológica Mutualitas y Mutualitos di Bakatá o il processo di Produttori Agroecologici della Pradera in Subachoque, municipio del dipartimento di Cundinamarca. Il Collettivo svolge le sue attività nella prospettiva di dare impulso alle testimonianze di questi contadine/i, appoggiare le loro reti di solidarietà e insieme continuare nella formulazione ed attuazione di proposte di un mondo per tutte e tutti.

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=fkBAuRkIsME

solstizio d’estate 14Jun13 | 0

Arriva il solstizio d’estate e MioBio insieme ad Officina Enoica festeggiano l’evento con i vigneron di La Marca di S.Michele e il loro verdicchio. Sotto le stelle in riva a via Thaon de Revel tra musica e balli ascolteremo i ragazzi marchigiani che ci racconteranno la loro terra e il loro vino con passione e simpatia.
“I nostri nonni facevano vino, i nostri padri non avevano altra scelta che quella di aiutare a fare il vino, prima di intraprendere un’altra strada, la loro, e noi, i figli, noi non abbiamo aiutato nessuno a fare il vino, abbiamo preso direttamente un’altra strada, verso le città. Poi siamo ritornati a fare il vino. Innamorati e curiosi della città, ma vogliosi di unirla alla bellezza di questa Marca. Si dice che il vento faccia il suo giro e così la vite, ma non è un giro di vite il nostro. Lavoriamo con due vitigni che qui sono nati e qui affondano le loro radici: il Verdicchio, che seduto su queste colline si fa ombra con la montagna, mentre allunga i piedi verso il mare, e il Montepulciano. Cerchiamo di rispettare la terra, seguiamo i suoi cicli naturali cercando di curare i suoi malumori, senza però propinarle intrugli chimici o pesticidi. 

Facciamo tanto a mano, anche se la zappa non è sempre poetica. Non maltrattiamo i nostri amici quando ci aiutano, in cantina abbiamo appena cominciato a vestire i panni di Panoramix giocando con i lieviti naturali e riducendo il contenuto di solforosa, ma senza voler sfidare ciecamente la sorte. Il nostro obiettivo è quello di produrre un vino in cui queste terre si riconoscano e noi riconosciamo loro, che sia digeribile e facilmente abbinabile”.

Sabato 22 Giugno tutti da Miobio a veder le stelle dal pomeriggio fino a notte fonda.

…ben venga Maggio… 21May13 | 0

Ancora in Toscana e si ritorna in maremma per conoscere i vignaioli naturali di Officina Enoica. Questa è la volta della Fattoria la Marietta che ci racconterà il Morellino di Scansano, il Vigna Marietta ottenuto da uve Sangiovese e il Campocecco  un uvaggio Sangiovese Cabernet Souvignon, figli della passione di Claudio Saveri che descrive così il suo incontro con questa terra: “In Maremma per trovare la terra, sorgente di rinascita, fonte di energia, abbraccio accogliente.Esserci per stare bene. Poi, l’incontro con una collina. Sulla cima un casale, due anziani, olivi e il mare in fondo.Il nome; Podere Mandorlaie. Io e la mia storia. Terra composita, piena, diversificata nei suoi elementi costitutivi. Terra complessa e ricca di colori, di profumi e umori. Era quello che cercavo. L’ho immaginata ricoperta di viti, in cima ad ogni filare un cespuglio di rose. Rosse. Dentro il vigneto ho visto mia madre, toscana d’origini e di carattere. Le mie radici. E’ sgorgata la determinazione di esserci. Parlare con gli anziani. Acquistare quella terra che ho sentito subito mia. A mia madre ho dedicato il nome della mia azienda, alla forza, al suo sostegno,stava nascendo Fattoria La Marietta.


Sabato 25 Maggio dal pomeriggio fino a notte fonda  tutti da Miobio per bere e sapere cosa stiamo bevendo.