sicilia

Ancora  Miobio on the road e questa volta, da buoni isolani, andiamo nell’isola per eccellenza. Si parte da via thaon de revel, si svolta a sinistra, dopo la rotonda a destra, sempre dritto verso sud per un pò di ore e arriviamo in Sicilia, la terra dove nascono i nostri agrumi, gli avocadi, l’uva che produce un vino intenso e profumato.

Prima tappa Nunziata alle falde dell’Etna da Aguacate Vivai, nostro produttore di avocadi. Pronto ad accoglierci dietro la porticina di ferro, che porta al casolare di campagna con vista sui terrazzamenti  e il mare,  Carlo Nicotra proprietario dell’azienda e uomo dalla storia professionale affascinante. Si parte dagli anni settanta quando Nicotra parte per il servizio civile internazionale in Africa. Da qui segue numerosi progetti agricoli di cooperazione che lo porteranno a viaggiare per il continente africano e le americhe. Negli anni ottanta ritorna nell’azienda agricola del padre e decide di iniziare l’introduzione di piante tropicali da frutto, in particolare la coltivazione di Avocado. Dopo un periodo di sperimentazione sull’adattabilità delle diverse varietà all’ambiente siciliano comincia a sostituire la produzione di agrumi (già in crisi) con quella di avocado e coinvolge altri agricoltori fino a creare la Sicily Avocado Farms, un consorzio di produttori siciliani. Passiamo ore tra i terrazzamenti dell’azienda, in quello che sembra un giardino in cui vivono numerose varietà  piante tropicali dai nomi esotici, ad ascoltare Carlo Nicotra che ci accompagna tra gli alberi raccontandoci di ognuno la storia, le esigenze, le qualità del frutto e svelandoci che il segreto  dell’azienda è l’Etna generatrice di terra fertile e acqua pura.

Salutiamo il vulcano fumante e ci dirigiamo verso Cefalù da Velia, la nostra produttrice di limoni e arance. Arriviamo davanti alla splendida villa Catalfamo da cui parte un grande agrumeto che dirada verso il mare. La chiave di lettura di quest’azienda agricola di 35 ha è la salvaguardia dell’ambiente di fronte ad una speculazione edilizia  e turistica aggressiva. Velia tra mille difficoltà economiche tenta caparbiamente di far vivere l’azienda per preservare uno degli angoli più belli della Sicilia. Vedere gli alberi crescere, dove la terra e il mare si incontrano, tra i profumi e i colori intensi del mediterraneo, ci rende orgogliosi del nostro supporto all’impegno di Velia di continuare il lavoro di generazioni di agricoltori.

Un tuffo nel mare blu e partiamo alla volta di Menfi in provincia di Agrigento. Il paesaggio cambia e le piane di agrumeti fanno spazio alle dolci colline piene di vigne e fichi d’india. Nella valle del fiume Belice, vicino alla foce, troviamo i vigneti di Marilena Barbera. Le cantine Barbera è un’azienda al femminile infatti la dirigono con molta determinazione madre e figlia. La madre di Marilena ci racconta del loro impegno per la salvaguardia del territorio attraverso l’istituzione della riserva naturale “foce del Belice” e della determinazione della figlia nel voler tornare nella sua terra e lavorare nell’azienda agricola di famiglia. Marilena, avviata già verso una carriera professionale nel diritto internazionale, ha deciso che il suo futuro era in Sicilia e con grande coraggio ha avviato un nuovo percorso  aziendale per produrre vino naturale.Troviamo Marilena impegnata nella vendemmia, che a queste latitudini inizia i primi di Agosto, sorridente e attorniata da collaboratori giovani e professionali e ci piace pensare che è questa la Sicilia del futuro.

Uno sguardo ai templi di Selinunte che sovrastano i vigneti e siamo già in partenza verso Partinico. Qui troviamo Tonino dell’azienda agricola Simeti-Taylor di Bosco Falconeria attorniato da numerosi nipotini. Facciamo un giro tra i nuovi impianti di vite e l’oliveto, dove incontriamo Natalia, la figlia di Tonino, intenta a lavorare nei campi. Anche qui si tratta di un ritorno alla terra al femminile, infatti Natalia ha deciso di proseguire il lavoro del padre e dedicarsi totalmente all’azienda. Si parla della scelta di abbandonare le denominazioni di origine dei vini e abbracciare la filosofia del vino naturale, della difficoltà per una piccola realtà come la loro di trovare un posto dove vinificare secondo i loro parametri. Ci sediamo sotto l’ombra degli alberi passandoci tra le mani le bottiglie dell’ultima annata di catarratto senza solfiti aggiunti e nero d’avola. Mentre guardiamo le etichette scopriamo che Simeti aderisce all’associazione Addiopizzo, un movimento antimafia, nato e sviluppatosi in Sicilia, impegnato principalmente sul fronte della lotta al racket delle estorsioni.

E’una bella scoperta che ci porta sull’autostrada verso Capaci dove un cippo ci ricorda che qui fu assassinato Falcone e mentre guardiamo i cartelli per Cinisi non dimentichiamo che qui visse e morì per il suo impegno antimafia Peppino Impastato.

Salutiamo con questi pensieri la Sicilia, una terra al centro del mediterraneo ricca di cultura e agricoltura che merita di essere amata.

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