Valle del Simeto – progetto gas 2.0

Giovedì al punto gas di Bresso sono arrivati 1800 kg di arance dalla Sicilia. Il fatto è fantastico già di per se perchè molti Gas e negozi di quartiere di Milano si sono uniti in un grande gesto di solidarietà.

Le arance arrivano infatti da Catania, da un piccolissimo produttore Biologico che si chiama Emanuele Feltri il quale ha intrapreso una strada piuttosto complicata, o per meglio dire, gliela stanno complicando e non poco.

Filippo, il referente Gas , qualche tempo fa ha mandato una mail che riproponiamo per la sua intensità e perchè spiega bene la situazione in cui si trova a lavorare Emanuele:

“Qualche giorno fa ho incontrato Emanuele Feltri e insieme siamo andati in campagna, a circa mezz’ora di strada da Catania.
Nonostante la giornata fosse grigia e l’Etna nascosta dalla nubi, l’aspra bellezza di quel luogo era comunque evidente e prepotente.

Emanuele è un ragazzo allegro e determinato, oltre che un vero folle, a voler insistere così a muso duro nel rimanere lì e volerci restare senza piegarsi alle logiche mafiose che in quel terrotorio regolano e determinano tutte le attvità. Le intimidazioni non si sono fermate con l’avvelenamento dei cani e la mattanza delle pecore, anzi sono proseguite anche in tempi recenti con fatti piuttosto inquietanti.

Territorio controllato dalla mafia, una mafia quasi arcaica che gestisce piccoli traffici, micro discarche illegali in area protetta (oasi naturalistica), imposizione di guadiania, caporalato. Gliel’hanno detto chiaramente: deve andarsene da lì. Anche le istituzioni non lo supportano e lo hanno progressivamete abbandonato, prefetto, sindaco, Regione, polizia e carabinieri. Il suo essere militante antagonista, un compagno, non lo aiuta certo: non perdete tempo con quel sovversivo, è la parola d’ordine ufficiosa. Del resto quel posto, l’agrumeto (300 piante residue dopo l’ultimo incendio), l’uliveto, l’orto, le piccole casette rurali (una ristruttarata da Emanuele, la stalla e i magazzini da recuperare), Pasqualina e Luna, le due asinelle, non sono per nulla difendibili: si trovano su un crinale raggiunto da uno sterrato poderale in pessime condizioni. Il controllo del territorio è totale: i “guardiani” stazionano agli incroci e ai punti di accesso dentro le loro macchine e registrano tutti i movimenti, compresa la nostra visita l’altro pomeriggio.

L’unica carta da giocarsi è la solidarietà, quella di compagni e amici, quella dei gas, nella speranza che altri piccoli agricoltori di quella valle trovino il coraggio di affiancarlo in questa follia.”

http://www.valledelsimeto.it/

Con questo viaggio ad Emanuele sono andati 1870 euro di prodotto più 187 euro alla fondazione che gestisce il punto gas di Bresso, la produzione di ques’anno è già stata quasi esaurita, speriamo di averlo aiutato concretamente, e di proseguire l’anno prossimo…

MioBio c’è stato c’è e ci sarà

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