ritorno alla terra….con la cooperativa terrarossa

Si ritorna a casa e già mi fischiano le orecchie, sarà qualcuno che è rimasto  a Milano a lavorare?

La destinazione è nota: Tricase, ridente cittadina del basso capo di Leuca, in una terra d’Otranto inondata dal sole che brucia le pietre e la pelle e ti costringe a rimanere in casa per una lunga siesta.

Ma a rompere il silenzio ci pensa il telefonino che squilla e dall’altro capo Daniele, vero motore della Cooperativa Terrarossa, che mi da appuntamento per vedere il nuovo terreno preso in affido dalla cooperativa.

Si parte seguendo le indicazioni di luoghi, il cui nome ritorna familiare ma di cui non ricordo bene la strada e chiaramente mi perdo per le campagne, il che non è male, ma come per incanto mi appare Daniele insieme ad Angelo intenti a lavorare alle potature nell’oliveto. Ci abbracciamo e subito ammiriamo gli ulivi, ripresi dopo anni di abbandono da parte dei proprietari, che vivono a Roma. Infatti l’affido di questo terreno fa parte del progetto di Terrarossa di recupero di terreni agricoli, abbandonati o resi improduttivi per vari motivi dai proprietari, con metodi di agricoltura biologica e favorendo l’inserimento di ragazzi svantaggiati che, attraverso il lavoro, riscattano la loro condizione divenendo soggetti attivi e importanti per il territorio. Il vantaggio è per tutti: per i proprietari a cui viene riconosciuto una parte del raccolto, alla cooperativa che ha la possibilità di avere un accesso alla terra e al territorio che ne beneficia sia a livello ambientale sia sociale.

Daniele mi fa vedere il primo orto della cooperativa: fagiolini, zucchine e 4 varietà di ceci recuperate con l’aiuto del giardino botanico di Lecce. Il miracolo vero è che quest’orto non ha un sistema d’irrigazione, ma ha usufruito solo della pioggia che è caduta abbondante fino a Maggio.

Con i piedi sporchi di terrarossa partiamo per andare a visitare i campi seminati a grano duro varietà senatore Cappelli. Durante il tragitto Daniele mi fa vedere un altro campo preso in affido dalla cooperativa pieno di alte spighe, è chiaro che la frammentazione dei campi è una delle difficoltà del progetto ma consideriamo il fatto come un problema inevitabile in una fase iniziale ma che in una visione futura si spera sarà sorpassato…..quando tutti faranno agricoltura biologica e aderiranno alla cooperativa.

Arriviamo al campo principale e ci appare un mare biondo di spighe pronto per essere mietuto. L’orgoglio di Daniele si vede dagli occhi e ha ragione, infatti quest’anno tutta la produzione è già prenotata da fornai illuminati, gas e naturalmente da Miobio.

Tutto questo lavoro e i risultati che si sono ottenuti hanno portato la Cooperativa ad assumere Michele il primo ragazzo di Terrarossa.

Da un lato del campo ci sono le arnie del piccolo “Apiario del Mito” che nasce nell’ambito del progetto A.P.I. (Apprendimento Produzione reInsermento), che vede la collaborazione di Terrarossa  con il Centro Salute Mentale di Tricase e il Centro Educazione Ambientale di Andrano.

Tutte queste attività si inseriscono in un contesto più ampio fatto di associazioni, iniziative private, istituzioni sensibili  che lavorano sul territorio e cercano nuovi modelli di sviluppo che diano valore all’ambiente e alle persone. Questa sinergia porta ad uno scambio di esperienze, ad un aiuto reciproco a più livelli che supporta la crescita di ogni singolo soggetto.

La giornata sta per finire e il sole concede una tregua alla terra e alle pietra che assumono colori pastello e cedono tutto il calore accumulato mentre un altro avvenimento importante sta per accadere: la nascita dei pulcini di razza leccese, primo passo per inserire gli animali nell’attività della cooperativa e dare lavoro ad Angelo.

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